Storia di Parghelia

 Storia di Parghelia

Parghelia,chiamata in origine “paralia”, parola greca con il significato di lido o costa,la stessa Atene, in Grecia,aveva infatti un rione chiamato paralia perché  vicino al mare o forse posto vicino ad uno dei porti di Atene.

Descritta già dal Barrio, cronista della metà del 1500, con il nome di Paralia, è indicata in un manoscritto dell’Abate Sergio del 1720, come città fortificata da ventiquattro torri con porte in ferro e ponti a difesa delle incursioni piratesche che sia dal mare che da terra.

Già allora, la popolazione era dedita alla pesca ed al commercio, soprattutto con la Sicilia e la Sardegna e poi, fino al novecento inoltrato, con i porti di Genova e Marsiglia, in Francia per le esportazione della seta.

Tra le altre attività economiche rilevanti quella che più caratterizzò Parghelia,era la pesca del tonno, nota infatti, è la presenza di una tonnara,concessa dal conte Ruggero al monastero di Montecassino e all’abate Oderisio in perpetuo insieme a dieci pescatori nel 1090. Nei secoli successivi la storia di Parghelia è legata con quella di Tropea di cui Parghelia è legata con quella di Tropea di cui Parghelia rappresentava uno dei Casali. Nel 1816 il governo borbonico rese Parghelia Comune autonomo con giurisdizione sulle frazioni di Fitili, Zaccanopoli e Alafito. L’economia dell’ottocento ed inizio novecento  poteva contare oltre che sulla pesca e la produzione della seta, anche sulla estrazione del caolino,minerale usato per la produzione di ceramiche,che estratto nelle numerose miniere presenti sul territorio, veniva poi trasportato nel vicino porto di Tropea, e da qui, sulle barche a vela, inviato in Toscana o in Germania.

Completamente distrutta dal terremoto del 1905, è stata ricostruita con moderno piano regolatore nel 1926. Delle sue frazioni rimane oggi solo Fitili, mentre Zaccanopoli è divenuto comune autonomo  ed Alafito è stato abbandonato dai suoi abitanti.

Dopo le due guerre mondiali,Parghelia conosce le emigrazioni verso il nord o l’Argentina come il resto del mezzogiorno; oggi la sua economia è basata esclusivamente sul turismo ed il suo indotto. La nostra costa, lunga tre chilometri,vanta infatti la presenza di prestigiosi alberghi e villaggi turistici di rilevanza internazionale.

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