Perché è importante avere un rapporto di lavoro genuino e dignitoso

In questo momento difficilissimo per tutta l’Italia, per effetto della epidemia COVID19 (cosiddetto CORONAVIRUS), restando a casa e leggendo la nostra Carta Costituzionale che all’art.1 recita “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, da uomo del Sud mi corrono i brividi e spiego il perché.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Conte la sera del 28/03/2020 (Speciale TG1 · ‎TG1 ore 20:00) ha annunciato di aver appena firmato un DPCM, per girare la somma di 4,3 miliardi ai Comuni, anticipando risorse del fondo di solidarietà degli stessi.

«I sindaci – ha detto il Presidente del Consiglio – potranno erogare già dalla prossima settimana buoni spesa per i cittadini più bisognosi».

Solo oggi si accorge dell’emergenza in cui viviamo e per impedire caos sociale si affida ai sindaci che, definisce sentinelle del territorio, per gestire tali fondi. Dimentica che questa emergenza è figlia di decenni di cattiva politica e pure lui (anche se da qualche anno sulla scena politica) ne sa qualcosa, visto che fino a ieri non ha mai speso una parola, anche di speranza per il martoriato meridione, tranne qualche effetto spot. Ai sindaci “sentinelle” in altri momenti avrebbe fatto meglio ad esortarli ad un controllo costante sul territorio per combattere la piaga del lavoro nero controllando soprattutto il lavoro in agricoltura e i cantieri edili. Infatti oggi tutti quei lavoratori irregolari non potendo attingere ad un ammortizzatore sociale soffrono in primis. 

C’è voluto Papa Francesco dalla scalinata dell’ingresso della Basilica di San Pietro a ricordare alla politica Italiana di questa situazione venutasi a creare, “Penso a tanta gente che piange i genitori che vedono che, siccome non c’è lo stipendio, non ce la faranno a dare da mangiare ai figli”, ma i politici dove erano prima di oggi visto che Papa Francesco si era già espresso rimarcando l’obiettivo della piena e dignitosa occupazione, “perché il lavoro dà dignità”. 

Quanto è accaduto mi auguro possa servire da lezione per chi, per becere manovre economiche o in nome di negoziati poco chiari, nega lavoro regolare e dignità alle persone, ma anche a chi si presta, senza troppi interrogativi, a sottostare al mercato del lavoro sommerso, venendone, in questo momento, inesorabilmente travolto. 

Consulente del Lavoro Francesco Grillo

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